I materialisti ci ripensano. CONTRORDINE: L’ANIMA ESISTE - Conferme della Fisica Quantistica

I materialisti ci ripensano.
CONTRORDINE: L’ANIMA ESISTE

Cominceremo parlando di ironia umana e ironia divina. Sul piano umano, un grande maestro di ironia fu certamente Socrate il quale riusciva a far enunciare le sue idee proprio a quelli che non le condividevano. Partendo da posizioni apparentemente “inferiori”, Socrate smontava dall’interno le convinzioni degli avversari utilizzando una particolare tecnica o arte detta maieutica, assimilabile al mestiere della levatrice; questa fa nascere i bambini, e così Socrate faceva nascere la sua verità tirandola fuori dalla stessa bocca degli oppositori con cui dialogava.
Sul piano celeste, tutte le divinità che il mondo ha conosciuto hanno avuto una caratteristica quasi universalmente comune: l’ironia. Valgano per tutti i versetti del Salmo 2:
“Perché le genti congiurano, perché invano cospirano i popoli?
Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall'alto il Signore”.
Stranamente questo aspetto caratteriale degli dei non è mai stato messo in particolare evidenza da chi, invece, con grande seriosità, li rappresentava e difendeva. Probabilmente faceva parte del destino delle divinità ironiche avere servitori affatto ironici, come ebbe a notare, sulla sua pelle, Giordano Bruno.
Spero di non essere irriverente immaginando che talvolta anche la grande Intelligenza che governa l’universo faccia sfoggio di ironia, nello stesso senso in cui la intendeva e praticava Socrate, cioè facendo proclamare la sua verità proprio da chi l’aveva negata fino al giorno prima.

CONVINZIONI DURE DA SRADICARE
Naturalmente, esiste una grande differenza di comportamenti. Alcuni, dopo aver sostenuto una tesi errata, continuano a farlo pervicacemente anche quando ogni evidenza depone nettamente a loro sfavore. Mi riferisco a quell’ampia frangia di cultura materialista che, pur messa di fronte a tutte le prove che la fisica quantistica sta fornendo sulla relazione intelligente che unisce il cosmo intero, continua a negare l’esistenza di una componente psichica nel cosmo. Avendo sostenuto per tutta la vita che esiste solo la materia e che l’uomo stesso è un burattino funzionante a orologeria sulla base di meccanismi già predeterminati, e dopo aver accumulato onorificenze e prebende nell’ambito di quella comunità scientifica che nega ogni concetto di spiritualità, costoro sono ormai obbligati, purtroppo per loro, a non recedere dall’errore.
Esistono però scienziati intellettualmente onesti i quali, pur partendo da una formazione di base atea e materialista, di fronte alle risultanze delle loro stesse ricerche sanno emendare il proprio pensiero e non si fanno scrupolo di rendere pubbliche le loro nuove convinzioni.
Tra questi, molti fondatori della fisica quantistica. Per esempio Werner Karl Heisenberg, fisico tedesco notissimo per il suo “principio di indeterminazione”, premio Nobel per la fisica nel 1932, affermava di aver avuto un grande aiuto nella comprensione dei meccanismi quantistici dalla sua esperienza mistica nella filosofia Vedanta.
Anche Erwin Schrodinger, premio Nobel per la fisica 1933, scrive così nella sua biografia “Meine Weltansicht”, facendo riferimento alla spiritualità orientale:
“La molteplicità è solo apparente. L’esperienza mistica dell’unione con Dio conduce regolarmente a questo punto di vista, contrariamente ai forti pregiudizi presenti in occidente”. Si riferisce alla molteplicità delle cose previste dal materialismo, mentre in una visione spirituale del cosmo tutto è Uno.

UN ATEO STABILISCE CHE L’ANIMA ESISTE
Un esempio brillante di scienza intellettualmente onesta è quello di Roger Penrose e Stuart Hameroff. Da più di venti anni i due, un medico e un fisico teorico, si sono dedicati a profondi studi per cercare di comprendere che cosa sia la coscienza.
Roger Penrose, matematico, fisico e cosmologo britannico, è noto per il suo lavoro nel campo della fisica matematica. E’ nato nel 1931 a Colchester, nel Regno Unito, dunque al momento in cui scrivo ha 87 anni.
Professore emerito all’Università di Oxford, Penrose ha vinto il premio Wolf per la fisica, la Medaglia Copley, la Medaglia Eddington, la Medaglia Einstein e molte altre onorificenze importanti. È stato teorico dei buchi neri con studi condotti assieme a Stephen Hawking ed è stato candidato al premio Nobel del 2008. Ha impiegato gran parte della sua vita a elaborare formule matematiche capaci di svelare i misteri dell’universo, dai buchi neri alla coscienza umana. Non è irrilevante notare che Penrose è ateo convinto.
Stuart Hameroff è un medico anestesista statunitense, nato a Buffalo nel 1947. Attualmente è professore presso l’Università dell’Arizona ed è noto per la promozione dello studio scientifico della coscienza e per le sue teorie sui meccanismi che la governano.
Recentemente Penrose e Hameroff hanno pubblicato un articolo su Physics of Life Reviews, in cui espongono la teoria sull’esistenza di “qualcosa” che sopravvive al corpo fisico dopo la sua morte.

L’ANIMA E’ FATTA DI FLUTTUAZIONI QUANTISTICHE
Come spiego in molti post precedenti, la fisica dei quanti è probabilistica; esistono sempre molte probabilità che un’azione avvenga in un determinato modo. Per esempio, lanciando un fotone contro una barriera con due fenditure, quel fotone le attraversa TUTTE E DUE. Se però viene osservato, allora si dice che COLLASSA su una sola scelta, cioè ne attraversa una sola. In pratica esistono molte probabilità tutte possibili, ed è l’osservatore che può farle collassare tutte su una sola, che diventa la sua realtà.
Penrose e Hameroff hanno documentato che nei neuroni umani, e in particolare nei microtubuli presenti negli stessi neuroni, avviene un processo di fluttuazioni quantistiche per cui le diverse azioni possibili collassano su una sola. La risultante di tutti questi collassi è una “nebulosa” di fluttuazioni quantistiche capace di sopravvivere alla morte del corpo fisico. Essendo la somma di tutti i collassi, cioè di tutte le scelte operate in vita, questa “nebulosa” rappresenta la coscienza, o l’anima, dell’individuo. 
 
DOMANDE INQUIETANTI
La domanda che possiamo farci a questo punto è: dal momento che sopravvivono alla morte del corpo, quante di queste nebulose quantistiche individuali ci circondano?
Questa semplice affermazione rende evidente quanto sia profondo e insondabile il mistero delle anime. È possibile che siano proprio queste nebulose a formare quella nebulosa ancora più grande che Jung chiamò inconscio collettivo? Nei fatti, Jung ipotizzava proprio questo, cioè che l’inconscio collettivo contenesse l’esperienza di tutta l’umanità vissuta in precedenza.
Questa osservazione ci rende più familiare il concetto di inconscio collettivo, lo fa uscire da una certa grigia e anonima uniformità e lo riveste con quanto c’è di più prezioso, cioè la memoria non solo delle persone vissute mille anni fa ma anche di quelle più care che abbiamo conosciuto nella nostra vita anche in tempi recentissimi.
E infine, una ipotesi piuttosto inquietante. Se realmente le anime dei defunti fossero l’aggregazione di tutte le fluttuazioni quantistiche della loro vita, e perciò fossero INFORMAZIONE, non sarebbe possibile per la tecnologia, in un futuro che non sappiamo quanto sarà vicino o lontano, intercettare e decodificare questa informazione? E non sarebbe possibile, per i misteriosi meccanismi insiti nella mente umana, che persone particolarmente sensibili riuscissero a dialogare con loro già oggi?
 
Estratto dal mio libro “L’Universo è intelligente. L’anima esiste”. Bruno Del Medico.
 
 

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